AVV. MASSIMO STEFANUTTI

DIRITTO&FOTOGRAFIA

 


ARTICOLI
 
  • Foto in rete

  • Prima di tutto un contributo tecnico.

    Una norma sulla riproduzione delle fotografie (e delle musiche) in internet esiste già nell’ordinamento italiano ed è stata inserita nel 2008.

     L. 633/1941

     Art. 70

    “” 1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma. “”

    Per pubblicazione si intende riproduzione e/o diffusione; per bassa risoluzione non si sa cosa voglia dire (un pixel sì ed uno no, una nota sì ed una no?) perché chi scrive queste cose non sa nemmeno di cosa parla. I decreti di attuazione non sono mai stati emanati e quindi non vi sono elementi certi.

    Per didattico si può anche intendere anche culturale (in senso stretto e cioè illustrativo di un contenuto di pari valore, per esempio un testo); e pure “personale” in quanto in favore solo di sé stessi e di un proprio accrescimento. Per cui mettersi la foto sul proprio desktop non sembrerebbe violazione del diritto d’autore. E sempre senza alcun fine di lucro che presuppone, anche nei casi astratti, l’assoluta mancanza di qualsivoglia ricaduta economica, anche correlate ( per esempio un banner pubblicitario ).

    Ma non possiamo allargarci troppo in quanto la norma è una deroga di principi generali e non può esser interpretata in modo troppo estensivo.

    Al di fuori di questa eccezione, i principi generali cui soggiacciono anche le fotografie in rete.

    Un’interessante riforma è in procinto di esser approvata in Francia, grazie all’Associazione dei Fotografi: partendo dal fatto che moltissime foto pubblicate sia in stampa che in rete non pagavano i giusti diritti agli autori (nonostante che , spesso. accanto alla foto vi fosse la dizione D.R. – diritti riservati – che, alla fine, diventava “Droit de Rien” – diritto a nulla), per ogni fotografia pubblicata – anche in rete - l’editore deve versare ad una cassa specifica una somma predeterminata.

    Poi il fotografo andrà all’incasso e se non conosciuto, dopo dieci anni, la somma sarà devoluta ad un fondo per la fotografia.

    Anche se non è la panacea di tutti i mali, sarebbe una soluzione.

    Per cui, invece di dialogare sui massimi sistemi, perché non raccogliere a mezzo del blog delle idee – da proporre poi sul piano legislativo - per poter valorizzare il lavoro dei fotografi e responsabilizzare gli editori?

    Avv. Massimo Stefanutti, diritto della fotografia e dell’immagine, Venezia.

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