MASSIMO STEFANUTTI

 

 

FOTOGRAFIA STENOPEICA

 

PINHOLE PHOTOGRAPHY

 

Massimo Stefanutti ha intrapreso da molto tempo un percorso sperimentale che lo avvicina sia alle prime prove dei padri della fotografia, sia alla poetica delle Avanguardie storiche, quali costruttivismo russo e Bauhaus.

Sperimentale da punto di vista tecnico - l’originale riproposta della macchina stenopeica, da cui il formato compositivo quadrato - e dal punto di vista della filosofia dell’immagine.

Stefanutti indaga, infatti, con modalità ironiche e ludiche, sulla polarità vero/falso: una tematica quanto mai attuale, in tempi di fotografia “vera” e fotografia “falsa”, ovvero artificiale, confezionata al computer con le sofisticate tecnologie offerte dal digitale.

La serie “Ohdog, myfriend” (2001/2002) è un racconto per immagini, massimamente rappresentativo di tale particolare ricerca. Star del mini-serial o fiction, un cane dalmata gonfiabile, detto “Bobby”. Cambiando di volta in volta registro, Stefanutti lo inserisce in contesti reali tra i più disparati: il greto di un torrente, il giardinetto di casa, un lago ghiacciato, un bagno pubblico maschile, un cimitero, un interno con tavolino e persone....Ebbene, il cane giocattolo può apparire, a seconda dell’ambiente e del tipo di inquadratura e ripresa, più o meno falso o vero: fatto singolare, ma determinato dalla globalità della percezione, degli inganni interpretativi a cui andiamo soggetti nella visione. Per esempio nel giardinetto di casa - un contesto insospettabile, stereotipo visivo della normalità - potrebbe essere un cane vero che per qualche ragione sembri finto. Oppure, accostato ai nanetti disneyani da giardino, sembra più vero di loro, per via dell’instaurarsi di una curiosa gerarchia di falso - meno falso tra i soggetti-oggetti.

Cosa aliena e perturbante, e insieme presenza familiare scontata, “Bobby” diviene il testimone della messa in discussione del principio di realtà che Stefanutti attua tanto intensamente proprio avendo ridotto (situandosi in piena, trasgressiva controtendenza.......) l’apparato tecnologico ai minimi termini.

Michela Giacon

© Riproduzione riservata

For some time Massimo Stefanutti has been an experimental photographer following in the footsteps of the founding fathers of photography and historical avantgarde movements such as Russian constructivism and the Bauhaus.

His work is experimental from a technical point of view - the camera used for pinhole photography and the square final format – and from the point of view of the philosophy of images.

Stefanutti’s work is an ironic and playful investigation of the polarity between true and false: a highly contemporary subject at a time of “true” and “false” photography, i.e. artificial images created by the computer with sophisticated digital technology.

The series of photos “Ohdog, myfriend” (2001/2002) is a story in images which fully embodies these themes and features the star of a TV serial, an inflatable Dalmatian called “Bobby”. Stefanutti changes the tone of the photograph each time he uses the toy: on the pebbles of a river bank, in a garden, on a frozen lake, a men’s lavatory, a cemetery, an interior with people sitting around a table....In each scene the toy looks real or unreal, depending on the context and situation, proof of how much (self-)deception is involved in the act of vision. For example in the garden of a house – a context not normally associated with illusion – it looks like a real dog which, however, might not be. Next to the Disney-like dwarves in the garden the toy is certainly more realistic than them…..a curious hierarchy of the real and real-seeming.

“Bobby” is both alien and disturbing, familiar and domestic, and is used by the artist to investigate the principle of reality in a context (highly unusual these days) in which technology is used very sparingly.

Michela Giacon

© Riproduzione riservata